News: trovato link tra dieta ed età comparsa della menopausa

Scritto da Barbara il 02/05/2018 – 18:57 -

Probabilmente è il primo studio che ha dimostrato l’influenza della dieta sull’età dell’insorgenza della menopausa naturale. Appena pubblicato online sul Journal of Epidemiology & Community Health ha riscontrato che elevate assunzioni di pesci grassi, legumi, vitamina B6 e zinco sono risultati associati a un  inizio ritardato della menopausa, mentre un elevato consumo di cereali raffinati sembra correlato a una maggiore precocità della menopausa.

Da sempre si sa che più fattori sono in gioco riguardo all’età nelle quale compare la menopausa. Tratti genetici, familiarità ma anche stile di vita. Perciò l’ipotesi che hanno fatto gli autori dello studio è che anche l’alimentazione fosse coinvolta.  Per verificarla hanno incrociato l’enorme mole di dati provenienti dallo studio britannico “Women’s Cohort Study” che ha coinvolto oltre 35mila donne di età compresa tra i 35 e i 69 anni. Le donne hanno fornito tantissime informazioni su fattori potenzialmente influenti come ad esempio,  la storia del peso, i livelli di attività fisica, la storia riproduttiva e l’uso della terapia ormonale sostitutiva. Inoltre sono stati stimate le quantità degli alimenti mangiati ogni giorno e compilati questionari sulla frequenza di consumo dei vari cibi.

Riassumendo i vari risultati, l’età media della menopausa è risultata di 51 anni e alcuni cibi sono sembrati associati al momento della sua manifestazione. Ogni porzione extra giornaliera di cereali raffinati – in particolare pasta e riso ma anche snack salati – è stata associata al raggiungimento della menopausa 1,5 anni prima della media. Al contrario,  ogni porzione in più di pesci grassi e legumi è stata correlata a un ritardo superiore ai 3 anni. Anche assunzioni più elevate di vitamina B6 e zinco (per mg /die) sono risultate associate alla menopausa “ritardata”.

Risultati simili sono emersi  anche quando i ricercatori hanno esaminato gruppi particolari di donne. Ad esempio, sono state trovate differenze tra chi è vegetariana e chi no. Oppure nelle donne senza figli, mangiare più uva e pollame è stato significativamente associato alla menopausa successiva.

Insomma, risultati che non sono di facile spiegazione e che avranno bisogno di ulteriori approfondimenti. Anche perché si tratta di uno studio osservazionale che, come tale, non ha il compito di identificare la causalità dei fatti riscontrati.  Tuttavia, gli autori dello studio pensano che gli antiossidanti presenti nei legumi e gli acidi grassi omega 3 nel pesce possano preservare le mestruazioni più a lungo in quanto difenderebbero dall’ossidazione la maturazione e il rilascio dell’ovulo.

Dall’altra parte, i cereali raffinati aumenterebbero  il rischio di insulino-resistenza che può interferire con l’attività degli ormoni sessuali aumentando i livelli di estrogeni, con l’effetto di rendere più frequente i cicli mestruali ed esaurire precocemente  la “scorta” di ovuli nelle ovaie.

 


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