Troppe proteine? Non servono per dimagrire

Scritto da Barbara il 27/10/2016 – 15:48 -

Decreased Consumption of Branched-Chain Amino Acids Improves Metabolic Health”, ossia “La riduzione del consumo di aminoacidi ramificati  migliora la salute metabolica”. Basterebbe già il titolo dello studio pubblicato su Cell Reports per capire che le diete iperproteiche vengono, in maniera implicita, messe sotto accusa. Esagerare con le proteine di origine animale, fonti principali degli aminoacidi ramificati o essenziali,  può sì indurre un calo di peso nei primi 6 mesi, ma a distanza di 12-24 mesi il vantaggio di questo tipo di diete si annullerebbe. In compenso, il “bombardamento” di proteine di origine animale può accelerare i processi di invecchiamento cellulare e non solo (mangiare troppi insaccati o carne rossa è un fattore di rischio tumorale). Al contrario, con una dieta che prevede un normale apporto proteico, si dimagrisce “bene”, ossia bruciando grassi e proteggendo la massa muscolare, e migliora anche il controllo glicemico con un rischio minore di ammalarsi di diabete.  In genere, le linee guida consigliano un fabbisogno di proteine che si aggira mediamente  intorno al 15%  (dal 12 al 18%) rispetto al fabbisogno energetico quotidiano. Proprio la percentuale che normalmente si consuma seguendo una normale alimentazione bilanciata, variata e ricca di alimenti vegetali. Ad esempio, provando, al posto di quelli di carne, questi burger di legumi che vedete nella foto da accompagnare con ortaggi a piacere…


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