Strano ma vero: nelle donne una dieta più sana protegge anche l’udito

Scritto da Barbara il 14/05/2018 – 17:41 -

Un nuovo studio ha esaminato su quasi 71mila donne la relazione tra tre diverse diete e il rischio di sviluppare la perdita dell’udito, scoprendo che chi mangia in modo salutare ha un rischio più basso di andare incontro a meno problemi rispetto alla media.

Già in passato si erano conosciute le qualità “salvaudito” di alcuni nutrienti come i minerali (potassio, magnesio, zinco) o l’acido folico, tuttavia è la prima volta che si mette in relazione il tipo di alimentazione e il rischio di sviluppare la perdita dell’udito.

Nel lavoro in questione, appena pubblicato sul Journal of Nutrition i ricercatori Usa del Brigham and Women’s Hospital di Boston hanno preso in considerazione tre diversi approcci alimentari con proprietà salutari, ossia: la dieta mediterranea alternativa (AMED, una sorta di dieta mediterranea che comprende olio extravergine di oliva, cereali, legumi, verdure, frutta, frutta a guscio, pesce e una moderata assunzione di alcol); la dieta per fermare l’ipertensione (DASH, molto popolare negli Usa, ricca di frutta e verdura, con latticini a basso contenuto di grassi e povera di sodio) e la dieta AHEI (Alternative Healthy Eating Index), ossia un indice basato sugli alimenti e sui nutrienti predittivi del rischio di malattia cronica e che ha componenti comuni con AMED e DASH.

La popolazione femminile studiata appartiene a un grande studio sulla salute delle infermiere americane (Nurses’ Health Study II) seguite per 22 anni. In questo studio longitudinale i ricercatori ogni 4 anni hanno raccolto informazioni dettagliate sul modo di mangiare e hanno scoperto che le infermiere la cui dieta somigliava più ai modelli dietetici AMED o DASH correvano un rischio inferiore del 30% di perdita uditiva rispetto alle colleghe la cui  alimentazione non somigliava alle diete in questione.

Inoltre, i risultati in un gruppo ristretto di oltre 33mila donne per le quali sono state raccolte informazioni dettagliate sull’udito, hanno suggerito che l’entità del rischio si riduceva ancora di più del 30% nel caso dell’AHEI.

È interessante notare che coloro che seguono una dieta generale sana hanno un rischio inferiore di perdita uditiva moderata o peggiore“, ha commentato Sharon Curhan, epidemiologa e primo autore dello studio. “Mangiare bene contribuisce alla buona salute generale e può anche essere utile per ridurre il rischio di perdita dell’udito“. Tuttavia, sempre secondo gli autori, giacché la valutazione della perdita dell’udito era autoriferita, saranno necessarie ulteriori ricerche con valutazioni anche di tipo clinico.


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